Wood-e

Per ogni progetto esiste una fonte di ispirazione, la differenza è che in alcuni casi è difficile da individuare, mentre in altri è molto più evidente e chiara, come in questo caso. Alcuni mesi fa ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare a fianco di un artigiano ebanista, la classica bottega ormai rara a trovarsi dove un solo individuo lavora il legno unicamente con le sue mani.[+]

Wood-e

Per ogni progetto esiste una fonte di ispirazione, la differenza è che in alcuni casi è difficile da individuare, mentre in altri è molto più evidente e chiara, come in questo caso. Alcuni mesi fa ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare a fianco di un artigiano ebanista, la classica bottega ormai rara a trovarsi dove un solo individuo lavora il legno unicamente con le sue mani. La figura dell’ebanista si delinea nel rinascimento, quando i mobili, che fino ad allora avevano avuto una linea semplice e regolare, cominciano a seguire i dettami del nuovo stile ed iniziano ad incorporare sculture in legno e pannelli intarsiati e impiallacciati. Per la realizzazione di questi manufatti necessariamente il falegname si è dovuto trasformare in ebanista, o meglio da artigiano ad artista. Ero stupefatta dai suoi racconti, di come questa persona su richiesta dei clienti progettasse i suoi mobili o per meglio dire le sue opere d’arte. Li pensava primaditutto e poi li disegnava a matita, a mano libera, in scala uno a uno su dei grandi fogli bianchi che poi appendeva alle pareti e da li iniziava a realizzarli completamente a mano, copiandoli,. Opere d’arte, non mobili. Un giorno incuriosita mi sono fatta raccontare alcuni dettagli del suo lavoro, e quelli che più mi hanno affascinato sono stati alcuni dettagli di progetto che su richiesta del cliente studiava e inseriva in tutti i mobili: i cosidetti “segreti”. Erano dei piccoli accorgimenti studiati ad hoc per ogni mobile, con lo scopo di riporre piccoli oggetti preziosi, gioielli, magari denaro in luoghi sicuri: un cassetto con apertura a scomparsa, un vano nascosto, un fondo scorrevole, un doppio piano che uno per uno disegnava e realizzava nel dettaglio, le cerniere, i meccanismi, i movimenti. Sono rimasta estasiata dalle sue spiegazioni e da questo aspetto del suo lavoro e mi ricordo di avergli detto che mi sarebbe piaciuto riportare in un mobile moderno qualcosa di quegli affascinanti segreti. Dopo alcuni mesi ne ho avuto l’opportunità. Wood-e nasce dall’idea di ritornare a utilizzare il legno come materia, dando il massimo risalto alle sue caratteristiche naturali di unicità. Unico quindi doveva essere ogni pezzo, realizzato a mano su misura in falegnameria, come nelle botteghe di ebanisteria di una volta e perchè no, era l’occasione giusta per ripensare in chiave moderna all’antico concetto di “segreto”. Ho pensato di recuperare dallo spessore del piano in legno massello alcuni vani contenitori completamente realizzati in legno e di chiuderli con degli sportelli in acciaio supermirror, lavorato con tecnica a laser, volutamente in contrasto con la lavorazione manuale del legno, che ogni cliente può decidere di inserire a suo piacimento, per fare di ogni pezzo qualcosa di esclusivo e unico adesso come una volta.

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